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Alcune immagini della " RIEVOCAZIONE MEDIOEVALE "

 

" RITORNO ALLA BADIA " 

 

 

 

 

 

Alessandro Saffiotti su " draco "

 

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Alcuni passaggi suggestivi della PASSEGGIATA ECOLOGICA del             24 - 25 aprile 2010

 

 

programma scaricabile

 

 

Domenica 29 novembre e il 23-24 dicembre dalle 11.00 alle 15.30


presentazione a cavallo nel centro storico di
Pesaro

 

CAVALLI E CAVALIERI

La manifestazione “aspettando il mondo magico” che si è svolta a Pesaro il 29 novembre scorso, ha avuto veramente un notevole successo: gli spettacoli di arti varie si sono alternati alle bancarelle degli artigiani che sono venuti da tutta la regione, mentre leccornie e specialità eno-gastronomiche tipiche hanno allietato il corpo e lo spirito dei molti  partecipanti. Gli ingredienti necessari  per caratterizzare un autentico mercatino di natale c’erano tutti! Ma ciò che ha reso l’evento veramente eccezionale e forse unico, è stata la presenza di alcuni cavalli e cavalieri che, sfilando per le vie del centro in costume storico, hanno permesso alle persone presenti di lasciarsi trasportare dal sogno. I cavalli hanno per l’ennesima volta dimostrato di essere perfettamente all’altezza della situazione. Nonostante la confusione creata dalle persone, dalle autovetture, dai suoni, dalle musiche e dalle luci, hanno mantenuto un atteggiamento calmo e composto. Un ennesima dimostrazione di come un frisone sia un cavallo versatile e adattabile alle più svariate situazioni.

Pesaro 02 dicembre 2009

 Dott. Arch. ALESSANDRO SAFFIOTI

numero di riferimento : 347 - 2822513


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Il “frisone da trekking”

Molti dicono del frisone che ha un passo lento, che è troppo grosso e alto, quindi per questi motivi non è adatto al trekking che di contro “richiede” – a detta sempre degli stessi - cavalli più agili, snelli e di passo veloce. Nulla da togliere ai cavalli “agili e scattanti” e con “sangue caldo”, ma secondo me quando si parla di “trekking” si rischia di fare un po’ di confusione. Stare in sella per tre o quattro ore in mezzo ai prati non è “trekking a cavallo” ma solo e semplicemente “passeggiata”. Inoltre in un trekking può succedere di dover attraversare diversi centri abitati, con auto, camion e autobus che passano a pochi metri dal cavallo, clakson che suonano, freni dei mezzi pesanti che sfiatano , con le tende dei negozi che sbattono al vento e le luci che si accendono e si spengono a sorpresa. Tutto questo crea un ambiente che per il cavallo è veramente molto innaturale. Finché si passa in mezzo a boschi e prati problemi non ce ne sono, ma già le zone coltivate possono nascondere delle “insidie”, rappresentate dai vari mezzi agricoli al lavoro che di solito fanno molto rumore e tendono ad innervosire i cavalli. Già queste poche cose fanno capire che un cavallo da trekking deve avere alcune caratteristiche indispensabili: la calma, la sicurezza in se stesso, i movimento composti ed equilibrati e - “conditio sine qua non” - la fiducia nel cavaliere. Queste sono le doti principali che caratterizzano il frisone. Un cavallo già di per se “nevrile” a mio avviso poco si adatta alle situazioni che si possono trovare in un centro urbano. Il frisone invece, data la sua “calma” innata, il suo passo cadenzato e i suoi movimenti composti, riesce a sostenere bene l’impatto con il contesto antropizzato. Va aggiunto che, come abbiamo già accennato, un trekking propriamente detto dura diversi giorni. Questo implica che il cavallo deve sopportare uno “sforzo a fatica”, deve essere resistente ed deve avere una buona capacità di recupero. Lo scatto e la velocità nell’immediato non servono. Inoltre i notevoli risultati raggiunti nel dressage dal cavallo frisone dimostrano che questo cavallo è in grado di avere una scioltezza nei movimenti che solo apparentemente viene contraddetta dalla sua morfologia massiccia e possente. E’ vero che in alcune particolari condizioni e con le borse “a pieno carico” può essere un po’ più difficoltoso salire in sella, ma di contro è anche vero che un frisone può portare agevolmente un carico maggiore e per un periodo più lungo rispetto a molti altri cavalli. Ma la caratteristica più importante che un cavallo da trekking deve avere è, come già accennato, la fiducia nel cavaliere. L’atteggiamento “calmo e sereno” del cavallo frisone non significa che all’interno non provi sentimenti forti e passionali. Difficilmente lo si vede scomposto o in atteggiamenti “irruenti” ma è sicuro che se qualcuno o qualcosa non gli va “a genio” lo fa capire molto bene, con forza, fermezza e decisione. La stessa forza, fermezza, e decisione che ci mette per seguire le indicazioni del suo amico-cavaliere, alla sola ed unica condizione che l’uomo si meriti la fiducia del cavallo. Se il cavaliere conquista il cuore di un cavallo frisone, allora questo darà anima e corpo per seguirlo ovunque. Non ci sarà ne fatica ne dolore a fermarlo e a qualunque costo riporterà il cavaliere a destinazione. La cavalleria teutonica, durante il medioevo, utilizzava prevalentemente i cavalli frisoni apposta per la loro forza, la loro resistenza e la loro fedeltà. Queste sono le caratteristiche che fanno di un frisone un cavallo eccezionale per il trekking.

Pesaro 20 novembre 2009

Dott. Arch. ALESSANDRO SAFFIOTI

" RACCONTI DI VIAGGIO "

Fuoco condiviso ( scaricabile )   

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Notare dalle immagini, lo stallone durante il trekking non porta imboccatura.

 

Racconti di viaggio: in due sul sentiero

“Hai sete?” – gli ho chiesto come avevo fatto molte altre volte dopo avergli pulito l’abbeveratoio, poi di solito seguitavo con un “…vai…” e a questo punto lui si avvicinava all’abbeveratoio e beveva tranquillamente. Questa volta era diverso, questa volta avevamo percorso più di 25 chilometri sotto il sole caldo di Agosto e ci stavamo dividendo quello che era rimasto di una bottiglia d’acqua che ci aveva accompagnato sin dall’alba sul lago sotto la fortezza di Sassocorvaro. Ormai la freschezza del lago era solo un ricordo lontano. Mi avevano assicurato che nella zona avrei trovato una fontana di acqua potabile con un abbeveratoio per gli animali al pascolo, ma non sapevo con esattezza dove fosse. Eravamo in cammino da diverse ore, il caldo cominciava a farsi sentire e l’idea di percorrere altra strada alla ricerca dell’acqua non faceva particolarmente piacere ne a me ne al mio “fratellino”. Anche se la quota e la presenza del bosco mitigavano un po’ il clima, i movimenti dell’erba lungo i pendii mi indicavano che si stavano staccando delle bolle di aria calda a causa dell’irraggiamento solare e che presto la temperatura sarebbe ulteriormente salita. Camminavo davanti al mio “fratellino” cercando di guardarmi intorno per scorgere un qualunque segno che potesse indicarmi la presenza di acqua, ma non riuscivo a scorgere niente di significante. Mentre risalgo in sella mi rivolgo nuovamente a Draco (questo è il nome che ho dato al mio fratellino a quattro zampe) dicendo “…hai sete eh…? Dai …vai …” e così, mentre io cominciavo a pensare ad una soluzione al problema dell’acqua, Draco mette il naso per aria, orecchie tese e passo deciso con l’aria di uno che sa quello che sta facendo. In quella situazione ogni direzione era pressoché equivalente e così ho lasciato che fosse Draco a decidere la strada. Mentre il sentiero in terra battuta oscillava pigramente tra i prati del crinale, le rocce e i boschetti di cerro segnavano il territorio tutto intorno e l’altopiano del monte Simone ritagliava il profilo del cielo, io continuavo a pensare ad un modo per riuscire a trovare l’acqua prima possibile! Ripensandoci ora credo che Draco in quel momento dicesse contrariato tra se e se: “…non si è mai visto un cavallo con un somaro sulle spalle…”! Per fortuna Draco continuava per la sua strada con la sua andatura lenta, cadenzata e decisa, senza farsi carico dei miei pensieri. Passo dopo passo il bosco si dirada e i cerri lasciano il posto ai cespugli di more, di rosa canina e di ginepro, e così dietro ad una curva, nascosto da un boschetto di noccioli, ci ritroviamo davanti ad uno spettacolo unico: un abbeveratoio pieno d’acqua fresca e gorgogliante in un caldo pomeriggio d’estate.

 

 

 

 

 

 

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